Cosa succede se lascia un’opera in cartone incustodita?

Piccolissimo esperimento sociale legato al nostro cartone, legato al nostro vivere quotidiano che abbiamo fatto noi di Sekkei nel 2018.




Al parco dell’Eur (Laghetto al centro di un noto quartiere Romano) in concomitanza con un evento estivo io (Matteo) sono stato invitato, insieme alla Sekkei per una performance artistica.

Abbiamo subito pensato al cartone (ovvio, quasi scontato), cartone riciclato per dire il vero, ma come utilizzarlo?

L’occasione fa l’uomo ladro (o esperimento sociale, che dir si voglia) e abbiamo colto al volto questa di occasione, per un piccolo esperimento.




Creare 200 Omini in cartone, pieni di pittura, poesie e altro (ci hanno aiutato anche i bambini che partecipavano all’evento) e lasciarli in giro per tutto il parco per 2 giorni e 2 notti.

Tutto qui l’esperimento, capire cosa sarebbe successo a quelle piccole opere d’arte, mansuete, innocue e inermi durante le ore del giorno e della notte.




Secondo voi cosa è successo?



No, non sono andati tutti rotti, in realtà si, sono andati a finire tutti al macero a fine evento, ma in percentuale:

  • 95% sono stati distrutti durante la notte (30% aggiungerei brutalmente)

  • 50% sono stati apprezzati durante le ore del giorno prima della demolizione di massa

  • 10% delle persone si sono avvicinate per chiedere informazioni su artista, cartone e poesia

  • 100% dei bambini si è divertito a dipingere e creare questi uomini in cartone (di cui un 10% è entrato però a gamba tesa per distruggerli prima che fossero esposti, inoltre fomentati dai genitori, lasciatemelo dire)




Cosa possiamo trarre da questo piccolo esperimento?

Che siamo violenti con chi non può reagire, che abbiamo della rabbia inespressa da sfogare e usiamo il primo mezzo che vediamo per strada per farlo?

Si, molto probabilmente, ma aggiungerei che non è una grande scoperta eppure vedere tutti quei pezzi distrutti sotto le mani, fa un brutto effetto. È come comprendere lentamente che ti fa male la gamba oppure sentire tutto il dolore in un solo momento, lancinante e unico.

Questo esperimento non era volto a guardare solo il male, che in parte ci aspettavamo (anche se un omino in cartone preso a cacciavitate non è il massimo) ma soprattutto vedere quel 50% che si è fermato ad apprezzare di cui un 10% è estremamente curioso.

Noi quale parte della percentuale siamo?

Voi dove vi sentite posizionati?

Un mondo più Sostenibile parte da noi, parte da sotto casa, parte dai nostri parchi, dai piccolo gesti che tutti i giorni facciamo e quanto siamo in grado di apprezzare con curiosità il mondo intorno a noi, non da quanto spendiamo in borse di eco-pelle.

A presto

Matteo

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