Serpenti e Pregiudizio – Filosostenibile


Attraversiamo i fiumi perché sappiamo che la barca è resistente,

attraversiamo i fiumi finché non ci faremo un’idea precisa su quanto sono pericolosi.

I pregiudizi fanno parte dall'alba dei tempi della nostra vita di tutti i giorni, “i mammut puzzano”,“quelle Piramidi non me la raccontano giusta”, “Mi hanno detto che i Crociati sono tutti demoni scintillanti” ecc ecc.


Ma oggi vorrei parlarvi dell’essere vivente su di cui è stato rovesciata la colpa, più grande, una forma di vita che ormai viene disprezzata in lungo e in largo in tutto il mondo (tranne che da poche persone)





IL SERPENTE


Su questo essere vivente pesa il più grande pregiudizio “creato in laboratorio” che sia mai stato pensato, il pregiudizio è una forma di pre-timore, una costruzione creata con immagini e parole che ci prefissiamo nella mente rispetto ad un preciso fatto, ad una persona o come nel serpente ad un rettile.


Pregiudizio: Opinione preconcetta, capace di fare assumere atteggiamenti ingiusti, spec. nell'ambito del giudizio o dei rapporti sociali.

Prendiamo ad esempio il serpente, perché sapete che a me piace parlare per esempi, nella altre culture partendo da incisioni rupestri, alla religione induista e a quella Greca per finire nell’Antico testamento, il serpente non appare come un simbolo del male rappresentazione di Satana o altro, anzi è quasi sempre raffigurato come un simbolo di saggezza, un passaggio sacro e raffigurante l’infinito, ma andiamo nel dettaglio:



- Nella mitologia babilonese, Tiāmat è la madre di tutto il cosmo, la dea primordiale degli oceani e delle acque salate. Raffigurata nell'iconografia tradizionale come un serpente marino o un drago[1], essa era il simbolo e l'incarnazione del caos primordiale.




- Nella Cultura Induista:I nāga sono esseri semidivini che possono assumere una forma sia totalmente umana che totalmente serpentina; potenzialmente pericolosi, rappresentano perlopiù una presenza benefica per l'uomo. Vivono in un regno sotterraneo detto Naga-Loka (o Pātāla), pieno di sontuosi palazzi riccamente decorati con gemme preziose. Il dio Brahmā, creatore di questi semidei, decise di relegarli sottoterra quando divennero troppo numerosi, ordinando loro di mordere solo i malvagi e i moribondi. I nāga vengono associati ad elementi acquatici e fanno da guardiani ai tesori.




Le donne-serpente, dette nagini (o nagi), [Notare somiglianza con il nome Nagini Serpente del mondo dei Maghi in Harry potter] sono principesse dotate di straordinaria bellezza, tanto che le dinastie Manpur, Pallavas e Funan si dicono discendenti dall'unione tra un umano e una nagini.

I nāga sono anche considerati spiriti della natura, e in virtù del loro legame con l'acqua portano la pioggia, e quindi fertilità, ma anche disastri come inondazioni e alluvioni; si dice che gli ingressi alle loro città sotterranee siano nascosti sul fondo di pozzi, laghi e fiumi profondi. Secondo alcune leggende, diventano pericolosi quando gli esseri umani danneggiano l'ambiente o mancano loro di rispetto.




Custodiscono anche l'elisir di lunga vita: una leggenda narra che, quando gli dei stavano distribuendo la vita tra le creature, i nāga riuscirono a rubarne una coppa; gli dei la recuperarono, ma versarono parte del suo contenuto in terra; i nāga lo leccarono dal terreno e così si tagliarono la lingua, che da allora è biforcuta.

Inoltre

«Il serpente, temibile per il suo veleno, simboleggia tutte le forze malefiche; allo stesso modo la kuṇḍalinī, finché riposa inerte in noi, corrisponde alle nostre energie inconsce, oscure, allo stesso tempo avvelenate e velenose. Inversamente, queste stesse energie, risvegliate e dominate, diventano efficienti e conferiscono una potenza reale.»
(Silburn 1997, p. 39)

Simbolo ctonio, il serpente è il più usato per rappresentare la kuṇḍalini, associazione suggerita dagli stessi testi indiani appartenenti alla tradizione, come il sopra citato Tantrasadbhāva. In quanto abitatore del sottosuolo, questo animale simboleggia una forza occulta, misteriosa e pericolosa. Ma, come spesso avviene nel mito, le cose pericolose, quando conosciute, perdono quest'aspetto per svelarne un altro opposto, benefico.


La kuṇḍalinī, quando riposa è come un serpente raccolto su sé stesso, pronto a scattare per mordere e così iniettare il suo veleno; ma quando è risvegliata è come il serpente dritto sulla punta della coda, rigido come un bastone, inoffensivo.[1]

- Quetzalcóatl «serpente piumato», «gemello prezioso» o «serpente divino»)

è il nome azteco del dio serpente piumato dell'antica Mesoamerica,

fra le divinità più importanti per molte civiltà messicane e centro-americane.


Secondo la leggenda del quinto sole come narrata da Bernardino de Sahagún, all'inizio c'erano solo Tezcatlipoca, Xipe Totec, Quetzalcoatl e Huitzilopochtli, i quattro Tezcatlipoca.



All'inizio Quetzalcoatl e Tezcatlipōca erano in eterno conflitto. A turno crearono il mondo finendo sempre per distruggerlo.

I due riconobbero di aver fallito, e così decisero di provare un'ultima volta a fare il mondo. Si recarono allora nell'oceano primordiale dove viveva Cipactli, in parte coccodrillo e in parte pesce.

Lì provarono a ucciderla, ma lei mangiò un piede a Tezcatlipoca.

Per quest'ultimo sarebbe stata la fine se Quetzalcoatl non avesse messo uno specchio al posto del piede di Tezcatlipoca.

(In alcune versioni del mito, fu proprio Quetzalcoatl a tagliare il piede di Tezcatlipoca per usarlo come esca per attirare Cipactli).

Ad ogni modo, i due si trasformarono in serpenti e tirarono Cipactli finendo per dividerla in due: con una metà crearono il cielo e con l'altra la terra.


Poi Quetzalcoatl, per creare l'umanità, andò nel Mictlan. Come mostra un'immagine del Codice Borgia, Tezcatlipoca sostituì Quetzalcoatl negli incarichi ufficiali mentre quest'ultimo era nel Mictlan.

Dal Mictlan Quetzalcoatl, aiutato da Xolotl, attraversando diverse peripezie riuscì a uscire vivo con le ossa dei morti. Macinandole e bagnandole di sangue divino, le ossa si animarono e divennero i primi umani.


Secondo la mitologia Celtica:



Il serpente è stato a lungo associato con la saggezza, la reincarnazione e la scaltrezza. Legato all’energia istintuale è un simbolo di vita, abbondanza, rinascita, trasformazione e morte. Chiamatelo quando avete bisogno di un forte cambiamento nella vostra vita. Se lo incontrate durante un viaggio sciamanico, forse avete bisogno di lasciare andare vecchie abitudini.



Questo lunghissimo giro tra Serpenti, Dei e mitologia è un viaggio per raccontare quanto il pregiudizio o il cattivo giudizio può far virare le nostre idee su Qualcosa, nel vecchio testamento non ci sono riferimenti al serpente come “animale del demonio” (si possono trovare solo nell’apocalisse secondo Giovanni) si parla soltanto i un Animale il Più astuto tra tutte le fiere create da Dio.


Poi invece associato a Satana il serpente per millenni ha sempre più sofferto del pregiudizio di un mondo che lentamente vedeva solo la sua parte malvagia e non quella di luce, come se fosse la rappresentazione massima della male sulla terra.


Insomma non è così, il pregiudizio è un Virus che si deposita sul fondo delle nostre conversazioni e che attacca a tutti i soggetti che non hanno delle difese alte che riesco attraverso la ricerca ad innalzare ancora.



Quello del serpente è un esempio, che lasciatemelo dire è esemplare, forse una delle più grandi ingiustizie che la storia a riservato ad un animale, almeno dal punto di vista culturale.


Aggiornare, informarsi a fondo, andare a scavare in quello che pensiamo e non in quello che ci dicono di pensare è la grande strada che ci può trasportare nell'oceano di una vita più sostenibile, dopo aver affrontato un grande deserto di disinformazione a volte con origini perfino religiose e sicuramente dogmatiche.


A presto

Rimanete informati ;)

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